SERIE A
Varese cede anche a Treviso. Ora si fa dura
OJM che lotta ma conferma i limiti fisici e tecnici. Decise per la salvezza le prossime due gare

L’Openjobmetis lotta, suda, si batte. Ma alla fine si arrende di nuovo, vittima anche a Treviso della somma delle sue inadeguatezze che tanta volontà non basta a mascherare. Sconfitta consecutiva, ieri sera, domenica 23 marzo, numero 8 per una Varese che arriva in piena zona rossa ai due spareggi casalinghi consecutivi contro le dirimpettaie a quota 12 punti.
Senza Gray e con una panchina praticamente improduttiva per bottino e qualità, la truppa di Ioannis Kastritis cede il passo nel finale di una gara che ne conferma la resilienza morale. Ma i netti limiti, fisici e tecnici, in reparti chiave: si balla a rimbalzo (34-43 totale) con troppi secondi tiri concessi, e stavolta è lo scatenato Olisevicius a banchettare in un parco ali ridotto all’osso.
Nonostante le difficoltà oggettive di un roster dalla qualità davvero limitata, Varese riapre due volte una partita che sembrava persa dal meno 17 del 28’ al meno 1 del 34’, e dal meno 8 del 37’ al meno 2 del 39’. Ma fallisce i sorpassi quando conta, venendo respinta prima dall’atletismo di Paulicap (sliding door: quanto sarebbe servito il “matitone” ex Cipro, inseguito a lungo ad ottobre prima della firma – sbagliatisima – di Tyus) e poi dal ferro colpito da un inconsistente Desonta Bradford sul possibile più 1 dopo l’antisportivo di Macura su Mitrou-Long. Poi la lista dei rimpianti è lunga: troppi errori da distanza ravvicinata, inconsistenza offensiva dei lunghi, solo Hands e Alviti terminali affidabili nel gioco a metà campo, il complessivo 3/15 del duo Librizzi-Bradford.
Bocciato definitivamente il ritorno di Johnson, e non per motivi etici o comportamentali ma perché considerato più negativo che positivo per il rendimento della squadra, però la sindrome della coperta corta diventa davvero ineludibile. Tanti sforzi, tanto impegno, tanta identità, ma alla fine si resta di nuovo con un pugno di mosche: perché “voler” vincere da solo non basta, se poi la somma di tanti piccoli errori condanna i biancorossi ad una nuova settimana sul promontorio della paura.
Segnando due date col circoletto rosso: domenica 30 marzo contro Scafati, domenica 5 aprile contro Cremona. Sperando che il mercato porti l’unicorno bianco del 4 europeo che si continua a cercare da 5 settimane: vedremo se le prossime 48 ore porteranno buone notizie, stavolta avere qualche carta in più da giocare diventa pressoché ineludibile.
TABELLINO
Nutribullet Treviso-Openjobmetis Varese 88-86 (19-19; 45-42; 67-65)
TREVISO: Bowman 10 (2-5, 1-4), Torresani (0-1 da 3), Mascolo 15 (6-11, 0-1), Martin ne, Mazzola ne, Mezzanotte 3 (1-3, 0-2), Caroline 9 (2-3, 1-2), Pellegrino, Olisevicius 28 (5-11, 4-7), Paulicap 8 (2-8), Spinazza ne, Macura 15 (3-5, 3-4). All. Frank Vitucci.
VARESE: Akobundu-Ehiogu 6 (3-4), Alviti 24 (3-3, 5-8), Mitrou-Long 15 (3-7, 1-3), Gray ne, Bradford 2 (1-4, 0-2), Tyus 5 (2-4), Librizzi 4 (2-4, 0-5), Assui 3 (1-4 da 3), Virginio 3 (0-1, 1-2), Hands 24 (6-11, 2-6). All. Ioannis Kastritis.
Arbitri: Attard, Grigioni, Lucotti.
Note – Tiri liberi: Treviso 19/27, Varese. Rimbalzi: Treviso 44 (Olisevicius 9), Varese 34 (Tyus 7). Totali al tiro: Treviso 21/46 da 2, 9/27 da 3; Varese 20/38 da 2, 10/30 da 3. Assist: Treviso 16 (Mascolo 5), Varese 14 (Hands 5). Valutazione: Treviso 96, Varese 84.
Tecnico a Macura 17’26” (38-35). Antisportivo a Mascolo 38’29” (82-78). Spettatori 4500.
© Riproduzione Riservata