DA VEDERE
Teatro on demand

Una rete teatrale per una stagione on demand: «Invitro» unisce sette spettacoli, messi in scena appositamente da altrettanti teatri cooperativi lombardi, disponibili online e fruibili fino a settembre collegandosi alla piattaforma invitro.coop, con la possibilità di acquistare una singola opera (al costo di 8 euro) o l’intero abbonamento a tutti e sette gli appuntamenti (al costo di 30 euro). L’iniziativa nasce come strumento per aiutare i teatri, in un momento molto pesante dal punto di vista anche economico, accentuato dall’emergenza sanitaria, ad affrontare il presente, ma anche come occasione per ripensare al futuro, ricordando tra l’altro, nella sua capacità di mettere insieme l’eterogeneità teatrale, l’unica altra rete teatrale nata 42 anni fa, «Invito a teatro».
Una sorta di «compromesso» che porta a provare nuove strade, abbinando anche alla piattaforma una campagna di raccolta fondi a favore dei lavoratori dello spettacolo, cui sarà destinato il 5% degli incassi provenienti dalla vendita di spettacoli e abbonamenti e dalle sponsorizzazioni. Inoltre il modello pone le basi per poter eventualmente sviluppare una piattaforma cooperativa permanente di contenuti, con la possibilità di far procedere di pari passo una tournée reale accanto a una virtuale. Una sperimentazione di una nuova dimensione del teatro che unisce, in questo momento, la voglia di tornare ad assistere a spettacoli da parte del pubblico al sostegno concreto agli operatori teatrali. Nonostante ciascun teatro sia stato libero di portare in scena uno spettacolo a sua scelta, a cartellone fatto sono emersi temi trasversali a tutte le proposte, che toccano argomenti quali il bullismo e il cyberbullismo, il teatro nel teatro, i diritti delle donne oggi ma anche nel passato, andando indietro fino al ‘600, la musica con alcune delle sue icone, la storia anche attraverso filmati, lo scoperta dello spazio. Un percorso dunque non solo artistico, «ma anche culturale e sociale», come ha sottolineato presentando il progetto Paola Leati, la vicepresidente di Coopservizi, realtà che ha sviluppato e coordinato l’iniziativa. A «Invitro» hanno aderito il Teatro dell’Elfo con «Mary, una sarta per Shakespeare», il gioco di fingere di essere Giulietta indossando un costume dietro le quinte da parte di una testimone del teatro elisabettiano; il Teatro del Buratto con «Janis – Take another little piece of my heart», un viaggio alla scoperta della grande figura di Janis Joplin a cinquant’anni dalla sua scomparsa; MTM Manifatture Teatrali Milanesi con «Cyrano sulla Luna», tra sogni, amore e paura; il Teatro Menotti con «Far finta di essere sani», una versione in forma di concerto con Andrea Mirò dello spettacolo di Giorgio Gaber e Sandro Luporini; il Teatro delle Cooperativa con «Nome di battaglia Lia», la storia di una partigiana del quartiere Niguarda uccisa, incita di otto mesi, il giorno prima della Liberazione; il Teatro Magro di Mantova con «SN|1604 - Corpo Celeste», spettacolo che unisce il teatro alla multimedialità proponendosi come multidisciplinare; Industria Scenica di Vimodrone con «WEBulli», dove confessioni intime e immagini sono diffuse sul web senza filtro, tra social network e nuove tecnologie.
© Riproduzione Riservata